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sabato 9 ottobre 2010
Un ricordo lontano...la giovanile bellezza.
Incantevole, perfetta, immacolata,
sbocciante di freschezza.
Dolcissima, pastosa,
superbamente incorniciata.
Occhi malinconici,
tenero modello.
Labbra umide di rugiada.
Ora assorta nei miei anni
ascolto immobile,
quasi mummificata,
la gioiosa vitalità dei merli.
E il mio respiro si allarga nell'intrigo di fronde,
nei gesti si accresce una mimica intensa.
Commossa da chiari echi remoti,
nel fluire mutevole del cosmico dramma,
osservo un mare di luce dorata
che fuso in lega col paesaggio montuoso,
in lontananze azzurrine si dilata.
Mara
Va sbiancando la notte al nuovo giorno
si svela una descrizione puntuale
accordo spontaneo
fra occhi e sentimento.
La sagoma aguzza del campanile
conquista la possibilità
di un ampio spazio
e il motivo delle campane
si ricrea nel silenzio
scandisce l'ora
canta la gioia della vita...
il mistero degli spiriti.
Avvilita dall'idea interiore
mi strugge un senso di rivolta.
La crisi insinua l'ansia
genera ingenui calvari
desideri, angosce.
Disarma la realtà
in un inflessibile telaio sfilacciato.
Isolata, incerta, malsicura,
non sento più le forze
per lottare da sola
un mondo distratto e crudele
Mara
si svela una descrizione puntuale
accordo spontaneo
fra occhi e sentimento.
La sagoma aguzza del campanile
conquista la possibilità
di un ampio spazio
e il motivo delle campane
si ricrea nel silenzio
scandisce l'ora
canta la gioia della vita...
il mistero degli spiriti.
Avvilita dall'idea interiore
mi strugge un senso di rivolta.
La crisi insinua l'ansia
genera ingenui calvari
desideri, angosce.
Disarma la realtà
in un inflessibile telaio sfilacciato.
Isolata, incerta, malsicura,
non sento più le forze
per lottare da sola
un mondo distratto e crudele
Mara
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